In collaborazione con Caritas Arese, il gruppo giovani dell'oratorio Don Bosco, sabato 29 marzo, si è recato a Lecco per trascorrere un pomeriggio e una serata alla Casa della Carità.
Il pomeriggio ci ha visti subito immersi nella vita degli ospiti della Casa della Carità. Con una dinamica di condivisione a coppie abbiamo riflettuto e condiviso alcune immagini che ci hanno provocato su quali possono essere i bisogni di ogni persona.
Infatti, questo primo momento si è concluso con questa domanda: “Di cosa hai bisogno?” Ciascuno ha espresso ciò che ha raccolto dall'attività fatta.
Il secondo momento ci ha visti protagonisti di un “city telling”. Il tema che ci ha guidato era il cambiamento, infatti abbiamo esplorato la città utilizzando foto del passato che ci hanno portato a girare per le strade e sul lungolago cercando quegli stessi luoghi oggi per scoprire come sono cambiati.
Ritornati alla Casa della Carità, dopo un attimo di merenda, siamo passati alla terza attività.
Ci siamo interrogati sui bisogni e sui cambiamenti, ora ci viene chiesto di metterci nei panni degli altri per uscire dalle nostre abitudini. Ciascuno ha ricevuto un personaggio reale (un ospite della Casa della Carità) e, simulando un momento conviviale come quello della tavola, abbiamo interpretato questi personaggi: anziani, stranieri, giovani soli, persone fragili e operatori della Casa della Carità. A chiusura di tutto abbiamo ripreso la domanda iniziale: “Di cosa aveva bisogno la persona che hai interpretato?”. E così abbiamo condiviso e riflettuto sempre accompagnati dai responsabili della Casa della Carità su come spesso dietro un bisogno materiale ci siano altri bisogni di altro tipo, più nascosti, ma importanti per fare sentire bene la persona.
Prima di concludere la giornata e condividere la cena con alcuni degli ospiti, ci hanno chiesto se avessimo voglia di aiutare qualcuno. Così ci hanno mostrato quattro scatole, ognuna con sopra un’immagine diversa.
Ci è stato chiesto di sceglierne una e pensare a come potessimo aiutare ognuna delle persone rappresentate sulle immagini, successivamente alla cena avremmo poi riflettuto cercando di fare sintesi di tutta la giornata.
La cena è stata un momento di condivisione sincera. Alcuni ospiti non parlavano la nostra lingua, ma è stato possibile trovare temi comuni, come il cibo e il calcio, con cui entrare in relazione.
Dopo la cena, che per noi è stato anche un momento di prova, siamo tornati alle immagini delle scatole, abbiamo letto la storia dei personaggi e abbiamo scoperto il loro reale bisogno.
La cosa che ci ha colpito di più è stata scoprire che non sempre le cose sono come sembrano e che dietro ogni persona c'è una storia.
In conclusione, possiamo dire che la giornata ci ha insegnato a guardare oltre le apparenze: osservare anche solo un piccolo dettaglio può cambiare la percezione di una situazione, e soprattutto, lo sguardo su ogni persona che incontriamo. Nel momento in cui incontriamo qualcuno, anche un semplice sorriso può cambiare la sua e la nostra giornata.