"Un’occasione rara per entrare in contatto con realtà diverse dalle nostre”
Di seguito una riflessione degli studenti della 4B del Liceo Falcone Borsellino, dopo aver partecipato ad un workshop organizzato da Caritas Arese.
“Insieme alla nostra classe abbiamo partecipato ad un progetto organizzato dalla Caritas. Ci siamo recati nel Refettorio Ambrosiano. Il nostro gruppo ha avuto la fortuna di incontrare Suliman, un uomo settantenne proveniente dal Sudan del Sud. Inizialmente pensavamo tutti che fosse venuto in Italia per trovare lavoro o per motivi famigliari, invece la sua risposta ci ha colpiti.
Suliman infatti è venuto in Italia per studiare medicina, visto che il suo sogno è sempre stato diventare medico. Fin da piccolo, per andare a scuola doveva passare davanti all’ospedale della sua città, e questo l’ha spinto a voler praticare questa professione per aiutare la sua comunità.
L’arrivo in Italia non è stato facile. Grazie alla borsa di studio che aveva ricevuto, ha potuto studiare più agevolmente. Sfortunatamente, non è riuscito a laurearsi, poiché la sua borsa di studio era ormai scaduta. Ha cercato quindi di lavorare per trovare dei soldi col fine di poter concludere il suo ciclo di studi, tuttavia la crisi del 2008 non glielo ha permesso. Suliman ha trovato moltissime difficoltà nel mondo del lavoro ed, essendo senza laurea, non ha più potuto realizzare il suo sogno.
Ora frequenta il Refettorio Ambrosiano, che ha scoperto durante un periodo di difficoltà. La sua storia ci ha colpito molto, anche perché era inusuale ma ricca di speranze. Suliman ci ha inoltre parlato molto bene del Refettorio, poiché per lui è stato un luogo dove sono nate numerose amicizie e conoscenze con persone con un passato molto simile al suo, ricco di insidie, che ha dovuto fronteggiare con forza di volontà e con le quali poteva condividere un pasto caldo ogni giorno.
Come classe abbiamo trovato l’esperienza molto formativa ed educativa, in quanto non sempre ci viene data la possibilità di ragionare sulle difficoltà che hanno dovuto affrontare tutte le persone che si ritrovano alla Caritas o in generale in condizione di povertà. Ogni studente secondo noi dovrebbe ripetere questa esperienza poiché è in grado di sensibilizzare ognuno di noi su temi non spesso affrontati, come comprendere le condizioni di vita in povertà e come si è giunti in questa situazione.
In aggiunta abbiamo avuto la possibilità di parlare con persone che hanno trovato difficoltà nel loro percorso di vita, per un motivo o per l’altro, e non spesso ci capita di poter sentire storie simili. Loro stessi hanno nascosto alle famiglie i problemi economici per non farle preoccupare o per non sentirsi inadeguati all’interno di una società molto selettiva e basata sul vile guadagno. Per questo è difficile poter venire autonomamente a contatto con realtà di questo tipo e mi sento senza ombra di dubbio di affermare che la Caritas sia stato il tramite perfetto per conoscere questo lato oscuro e poco piacevole della vita che spesso risulta in molti aspetti e sfaccettature nascosto a noi giovani.