La scuola media Silvio Pellico di Arese ha promosso, in collaborazione con Caritas Arese, un progetto articolato in più parti di cui il momento centrale è stato un laboratorio che si è tenuto all''Emporio della Solidarietà e alla Mensa Caritas di Rho.

In questo momento laboratoriale i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino come funziona l'Emporio della Solidarietà attraverso un gioco di ruolo ed hanno approfondito il tema della povertà e dei suoi stereotipi, con una simulazione e un confronto con gli animatori Caritas. Con la loro partecipazione attiva gli studenti hanno potuto aprire lo sguardo su una realtà che, pur essendo talvolta a loro molto vicina, è poco conosciuta.

Superare gli stereotipi è stato il primo passo per aprirsi alla complessità e iniziare a comprendere le difficoltà di altre persone che magari ci sono accanto. Attraverso i volontari dell'emporio e della mensa i ragazzi hanno inoltre potuto vedere la bellezza della solidarietà e constatare la gioia del donare. Infine hanno anche visto da vicino il corretto utilizzo del cibo e delle offerte, raccolti in classe con l'aiuto degli insegnanti e delle loro famiglie, e hanno così compreso come l'aiuto di tutti possa essere fondamentale per sostenere persone concrete. La maggior parte degli studenti con i rispettivi insegnanti ha partecipato attivamente e con interesse ai laboratori, dimostrando sensibilità e desiderio di proseguire questa esperienza sia come scuola sia, in alcuni casi, come singoli individui, per esempio, contribuendo con il proprio impegno durante le giornate di Colletta alimentare.

Un piccolo seme di solidarietà è stato piantato nel cuore di ciascuno di questi giovani cittadini di domani e ci auguriamo che la pianticella cresca portando frutti. Sicuramente il progetto ha permesso a tutti di allargare lo sguardo e di superare pregiudizi e questo è già un buon punto di partenza per aprire la mente e il cuore. Per noi volontari è stata una bella occasione per incontrare i ragazzi, i loro insegnanti e indirettamente anche le famiglie, persone che, dopo questi incontri, vorremmo considerare amici della Caritas, pronti a essere solidali quando e come potranno.