Poco prima delle vacanze natalizie, gli alunni di una classe 4° del liceo Falcone Borsellino di Arese hanno partecipato in classe ad un laboratorio un po’ particolare perché incentrato sulla parola “Carità” e animato da due operatrici di Caritas Ambrosiana e promosso da Caritas Arese.

Un’esauriente introduzione sulla mission di Caritas Ambrosiana e sulle sue iniziative, ha permesso ai ragazzi di scoprire anche la realtà aresina di Caritas, con i suoi servizi di aiuto ai bisognosi.
Già, ma chi sono questi bisognosi? Chi sono i poveri? Si nasce povero o si diventa povero?
Attraverso un format interattivo e la condivisione dei dati Istat sul numero delle persone che vivono in condizioni di povertà assoluta in Italia e non solo, gli studenti, divisi in piccoli gruppi, sono st6ati invitati ad indicare su un questionario quello che pensavano potesse essere il loro budget familiare. Da qui si è passati a riflettere su quanto sia facile trovarsi dall’altra parte della barricata, soprattutto nella società d’oggi, in cui le famiglie, con monoreddito e professioni definite “lavori poveri”, necessitano di aiuti per arrivare a fine mese.
A gennaio gli studenti si sono preparati ad affrontare la tappa successiva o meglio “ l’esperienza sul campo”, andando a visitare il Refettorio Ambrosiano a Milano.

Grande sorpresa da parte dei ragazzi nel vedere che non si trattava di una mensa dei poveri come se la immaginavano, ma di un ambiente molto accogliente, ben illuminato e arredato con tavoli di design offerti da architetti famosi.
Attraverso una caccia al tesoro, i giovani hanno individuato tutti i riferimenti simbolici alla “carità” presenti nel Refettorio sottoforma di opere d’arte anche queste offerte da artisti celebri “ perché ognuno di noi merita di essere accolto in un posto bello che lo faccia sentire importante”, hanno sottolineato le operatrici.

Infatti, ad ogni tavolata occupata da gruppetti di studenti, si è seduto un adulto che i ragazzi hanno intervistato, scoprendo di avere accanto chi un volontario che aiuta a servire i pasti, chi un ex-ospite, chi un giovane del servizio civile. Volti sconosciuti di uomini e donne che hanno voluto condividere la loro storia, a volte tragica, per dimostrare che, toccato il fondo, si può riemergere con l’aiuto di altri uomini e donne che hanno scelto di mettere a disposizione il loro tempo, superando i pregiudizi su chi si ritrova a vivere come “bisognoso”.
Attorno a quei tavoli si è ricreato un Cenacolo in cui si è condiviso non solo un pasto ma tanta umanità.

A proposito di pasti, i ragazzi hanno scoperto che nel Refettorio viene cucinato il surplus delle forniture dei supermercati , cioè di tutti quei prodotti sui cui viene scritto -consumare preferibilmente entro…-
“ E’ così che impariamo a non sprecare il cibo . Perciò ragazzi occhio all’etichetta prima di buttare!”
A febbraio e marzo, altre classi del liceo sono pronte a ripercorrere questo viaggio nella solidarietà,
accompagnati da docenti che hanno saputo cogliere questa opportunità di crescita proposta da Caritas Arese.