Le classi 4C e 4DL del liceo scientifico “Falcone Borsellino” di Arese, hanno partecipato al workshop dal titolo “Non è amore”, proposto da Caritas Arese e condotto dalle operatrici di Caritas Ambrosiana.
La finalità principale dell’esperienza, accolta e sostenuta con interesse dai docenti, è stata quella di sensibilizzare i ragazzi sul tema della violenza di genere, per aiutarli a riconoscerne i sintomi.
Dopo la visione introduttiva di un breve video in cui giovani donne, in diversi contesti, si confidavano sulle difficoltà di rapporto con i propri partner, è stato proposto alle classi di “aiutare” una loro coetanea immaginaria, Arianna, a gestire la sua storia con Luca, ragazzo immaginario del 5° anno, che tutte le ragazze vorrebbero frequentare.
Seguendo l’opuscolo fornito, “Il filo di Arianna”, i ragazzi hanno interagito, confrontandosi sulle diverse scelte che Arianna avrebbe potuto effettuare per non diventare vittima in una relazione amorosa violenta. La violenza è un labirinto: non è amore. Coinvolti in questo “vicenda -puzzle”, i giovani sono stati stimolati a riflettere sui comportamenti di Luca e sulle scelte di Arianna, mettendo a confronto i diversi punti di vista, interni ed esterni alla storia.
Le operatrici, al termine della esperienza, hanno raccolto a caldo le loro riflessioni, che riportiamo fedelmente:
- “Incontro molto interessante riguardo ad una tematica delicata che necessita di continua informazione ed approfondimento. Discutere di tali violenze soprattutto con i giovani è fondamentale per ridurre questi fenomeni nel futuro.”
- “Non posso dire altro se non grazie: professionalità e delicatezza senza eguali, complimenti. Incontri come questo dovrebbero essere più frequenti, al fine di sensibilizzare noi giovani donne ad approcciarsi alla sessualità, alle relazioni interpersonali e ad una maggiore consapevolezza delle conseguenze di ogni nostra azione … è necessario sensibilizzare.”
- “L’incontro personalmente l’ho trovato molto interessante ma soprattutto coinvolgente. E’ riuscito a prendermi molto anche perché in numerose delle situazioni trattate sono riuscito a rispecchiarmici molto. Mi ha colpito la parte riguardante le dipendenze (fisiche o altro) che possono tenere in ostaggio una persona ed in certi casi, possono costringerla a continuare une situazione, che a occhi di molti, potrebbe rivelarsi decisamente svantaggiosa.”
- “E’ un tema pesante che ti lascia e ti fa provare un vuoto nel petto o meglio un dolore misto al vuoto. Non ci pensiamo ma queste cose capitano anche a chi ci sta vicino, senza che ce ne rendiamo conto. Ti viene da piangere e ti viene voglia di stare vicino a chi subisce queste cose per dargli tutto l’amore che avrebbero dovuto ricevere.”
- “Mi ha fatto riflettere su determinati atteggiamenti che molti, io compresa, tendono a sottovalutare e su quanto sia importante riconoscere che sono sbagliati, e quindi parlarne con qualcuno per poterne uscire.